Cesare Musatti e la psicologia milanese

Cesare Musatti a partire dal secondo dopoguerra è stato tra i principali protagonisti della scena psicologica italiana: sperimentalista, psicoanalista, divulgatore, autore di opere letterarie, nonché militante socialista e consigliere comunale. Un’attività frenetica per una personalità debordante. Ciò ebbe naturalmente conseguenze anche sulla scena milanese, dove Musatti si affacciò nei primi anni Quaranta del Novecento per stabilirvisi definitivamente dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Cesare Musatti
Cesare Musatti (Immagine tratta da Biagi, 1983).

Laureato in filosofia a Padova nel 1921, si era avvicinato alla psicologia proprio durante gli studi universitari. Più in particolare, con l’allievo di Francesco De Sarlo, Antonio Aliotta, aveva affrontato il problema della misurazione in psicologia e avviato una tesi di laurea sulle geometrie non euclidee; con Vittorio Benussi invece – affiancando lo studio teorico a un’intensa attività sperimentale in laboratorio – si era occupato di ipnosi, psicologia della testimonianza, percezione (soprattutto secondo l’approccio della Gestalttheorie) ed era stato introdotto al metodo e all’interpretazione psicoanalitica di Freud. Costretto nel 1938 ad abbandonare l’Università di Padova – dove insegnava “psicologia sperimentale” – a causa dell’entrata in vigore delle leggi razziali, Musatti aveva tuttavia potuto insegnare in alcuni licei, prima in Veneto e poi al “Parini” di Milano, dove si era trasferito con la famiglia. E proprio nel capoluogo lombardo riuscì a riaffacciarsi, se pur brevemente, nelle aule universitarie: infatti, nel 1942, prima di essere chiamato da Adriano Olivetti a dirigere il Centro di psicologia aperto a Ivrea (dove rimase fino alla fine della guerra), gli venne affidato un corso libero di psicologia destinato agli studenti di filosofia dell’Università di Milano. Gli argomenti trattati da Musatti in quel corso riflettevano per così dire la lezione dei suoi maestri. Infatti, con il titolo di Antinomie della psicologia contemporanee, Musatti parlò delle origini della moderna psicologia scientifica, discutendo proprio del problema della misura, illustrò la differenza tra coscienza e inconscio (e tra spiegazione e comprensione), affrontò il tema della percezione parlando di elementi e di forma, spiegò a quali leggi psicologiche obbediscono la vita interiore e il comportamento esteriore dell’individuo.

Cesare Musatti con il figlio Riccardo nel Laboratorio di psicologia dell’Università di Padova, 1936
Cesare Musatti con il figlio Riccardo nel Laboratorio di psicologia dell’Università di Padova, 1936 (Immagine tratta da Biagi, 1983).

Nel 1945, quando Casimiro Doniselli, titolare dell’insegnamento di psicologia sperimentale presso l’ateneo milanese fin dal 1936 (e prima ancora presso la Scuola pedagogica di perfezionamento magistrale dell’Accademia scientifico-letteraria), venne collocato a riposo, l’incarico passò a Musatti, nel frattempo rientrato da Ivrea. Dal punto di vista dei contenuti, si trattò di un cambiamento radicale per gli studenti: in quanto fisiologo, infatti, Doniselli aveva incentrato i suoi corsi soprattutto su fisiopsicologia, psicotecnica e psicologia sperimentale, anche applicata all’orientamento professionale. Con Musatti dentro le aule universitarie arrivò invece il pensiero psicoanalitico di Freud e di Jung.

Nell’immediato secondo dopoguerra Musatti continuò ad occuparsi anche di orientamento professionale. Si impegnò, inoltre, nell’ambito dell’assistenza sociale, sostenendo la diffusione di scuole per la formazione nel settore, anche attraverso la collaborazione dell’amico Adriano Olivetti. Nel settembre-ottobre 1946 prese parte al fondamentale Convegno per studi di assistenza sociale di Tremezzo (Como), parlando di Orientamento professionale: problema partigiani e reduci. Qui con Mario Ponzo, Guido Calogero, Maria Comandini e Nicola Perrotti condivise l’ideazione e la creazione di due scuole aderenti all’Unione nazionale scuole di assistenza sociale (Unsas): il Centro di educazione professionale per assistenti sociali (Cepas) di Roma e la Scuola nazionale per assistenti sociali del lavoro di Milano.

Fotografia dei partecipanti al I Congresso di orientamento professionale, svoltosi a Torino nel settembre 1948
Fotografia dei partecipanti al I Congresso di orientamento professionale, svoltosi a Torino nel settembre 1948. Cesare Musatti è seduto nella quarta fila di sinistra e si affaccia sul corridoio; dietro di lui Luigi Meschieri. Si riconoscono inoltre Giuseppe Corberi (primo in prima fila verso il corridoio), di fianco a lui, sulla destra, Mario Ponzo e in sesta fila, a destra sul corridoio, Casimiro Doniselli (Archivio L. Meschieri).

Musatti fu riconosciuto tra i principali organizzatori e divulgatori della psicoanalisi nell’Italia del secondo dopoguerra: partecipò alla riorganizzazione della Società psicoanalitica italiana, collaborò alle riviste che in quegli anni si succedettero come organi ufficiali della Società (Psicoanalisi e Psiche), pubblicò per Einaudi il Trattato di psicoanalisi (1949) – manuale su cui si sarebbero formate generazioni di psicoanalisti e studenti italiani –, contribuì a riaprire la Rivista di psicoanalisi, che era stata chiusa dalle autorità fasciste nel 1934, formò ed ebbe in analisi moltissimi psicoanalisti milanesi e non solo. Nel 1963 fondò tra l’altro il Centro milanese di psicoanalisi (che alla sua morte gli fu intitolato), punto d’arrivo di un lungo percorso iniziato a fine anni Quaranta con riunioni animate dallo stesso Musatti in varie parti della città. Ai primi incontri erano presenti allievi interessati al pensiero e alle opere di Freud, tra cui Renato Sigurtà, Franco Ciprandi, Marcella Balconi, Maria Elvira Berrini, Franco Fornari, Mariangela Barbieri, Giancarlo Zapparoli e Pietro Veltri; a questi si aggiunsero poi Bianca Gatti, Anteo Saraval, Tommaso Senise, Franco Ferradini ed Egon Molinari. Per capire il livello di popolarità raggiunto da Musatti e la rete intellettuale in cui era inserito, basti ricordare la sua partecipazione a Comizi d’amore, la nota inchiesta sulla sessualità italiana condotta da Pier Paolo Pasolini fra il marzo e il novembre del 1963. Dal 1967, pochi anni prima della pensione, avrebbe inoltre diretto la traduzione italiana dell’Opera omnia di Sigmund Freud per l’editore Borighieri, conclusasi nel 1980.

Cesare Musatti, Il diritto di impazzire (Risposta a Indro Montanelli), post settembre 1949. Nel 1949 fu proiettato in anteprima a Roma, e poi presentato al Festival del cinema di Venezia, il film di Anatole Litvak, La fossa dei serpenti. Indro Montanelli dedicò un articolo all’evento, pubblicato sul Corriere della sera il 29 settembre dello stesso anno, intitolato Non peccò il dottor Picozzo, dove criticava la scienza in generale e la medicina in particolare, accusate di trattare il genere umano come materiale da laboratorio e di violare i diritti fondamentali dei pazienti. Allo sperimentalismo scientista, il giornalista contrapponeva il buon medico di famiglia consapevole dei propri limiti. Il pezzo suscitò molte polemiche. Tra gli altri gli rispose Cesare Musatti con una interpretazione psicoanalitica delle parole di Montanelli. (Archivio C. Musatti).
Fotomontaggio con Freud davanti alla sede del Centro milanese di Psicoanalisi
Freud davanti alla sede del Centro milanese di Psicoanalisi. Fotomontaggio eseguito dall’architetto Fausto Colombo in occasione del trasferimento del Centro, nell’ottobre 1994, dal n. 1 al n. 38 di via Filippo Corridoni (Archivio Centro milanese di Psicoanalisi).
Alberto Moravia, Cesare Musatti e Pier Paolo Pasolini dialogano in Comizi d’amore, 1965.

Tornando all’ambito universitario, nel 1948 a Musatti venne conferita la cattedra di psicologia presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Milano, la prima istituita in Italia nel secondo dopoguerra. Per diversi anni insegnò anche a medicina e s’impegnò in prima persona per il reinserimento ufficiale della psicologia nel corso di laurea in tale materia, che era stato bandito nel 1923 dalla riforma Gentile. A questo proposito, venuto a conoscenza che padre Agostino Gemelli aveva espresso al riguardo “parere favorevole”, Musatti rilevò polemicamente, nel 1951, di non poter ammettere che per provvedere a un insegnamento nell’università dello Stato fosse necessaria la “permissione ecclesiastica”. Nonostante le differenze ideologiche e scientifiche, fra Musatti e Gemelli non mancarono attestazioni di stima e occasioni di collaborazione. Gemelli aveva invitato Musatti al Centro sperimentale di psicologia applicata aperto nel 1939 presso il Cnr, e in seguito anche a tenere relazioni ai “seminari del venerdì” organizzati presso il Laboratorio di psicologia della Cattolica. Il frate aveva aiutato inoltre lo psicoanalista a salire in cattedra nel ’47 alla Statale.

Agostino Gemelli e Cesare Musatti in una foto dei primi anni Cinquanta
Agostino Gemelli e Cesare Musatti in una foto dei primi anni Cinquanta. Ricorda Musatti a proposito del frate psicologo: “Aveva un carattere prepotente e una impressionante determinazione. Ci scontravamo spesso. ‘Tu, gli dicevo, per ottenere quello che vuoi, passeresti sopra il cadavere di tua madre’. Lui allibiva. ‘Ma cosa dici, ribatteva: con questa tonaca!’ e si toccava la veste. ‘Ma che tonaca o mica tonaca, ribattevo. Lascia stare la tonaca: sei un uomo durissimo. E anche molto, molto furbo!’ Con l’età, il carattere gli si è addolcito e, quando stava per morire, mi disse: ‘ti raccomando i miei allievi’. ‘Ti prometto, gli ho risposto, che i tuoi allievi mi saranno cari come i miei’. E così è stato” (Immagine tratta da Archivo C. Musatti; citazione tratta da Biagi, 1983).
Avviso dell’Università di Milano a Cesare Musatti di conferimento dell’incarico di Psicologia, 1954
Avviso dell’Università di Milano a Cesare Musatti di conferimento dell’incarico (gratuito) di Psicologia presso la Facoltà di medicina e chirurgia, 23 febbraio 1954 (Archivio C. Musatti).

Risale al 1951 l’inaugurazione dell’Istituto di psicologia afferente alla Facoltà di lettere e filosofia dell’Università Statale. Fortemente voluto fin dal 1946 da Musatti – il quale auspicava però che afferisse a medicina –, l’Istituto ospitò nel primo anno di attività anche un seminario di psicologia medica per specializzati in neuropsichiatria. Va detto che l’Istituto nacque sprovvisto di laboratorio per mancanza di fondi: per questo motivo, fino al 1967 – anno in cui venne finalmente aperto un laboratorio presso l’Istituto universitario – gli studenti dovettero ricorrere al laboratorio di psicologia interno all’Ospedale psichiatrico “Paolo Pini” di Affori.

2018-05-09T10:33:58+00:00